LUOGO: Padova, quartiere “Stanga”
CLIENTE: Comune di Padova
DURATA: settembre 2003 – giugno 2005
REALIZZATO DA: Martini Associati
OBIETTIVI: Realizzare un percorso di sostegno, di promozione e di valorizzazione del capitale umano allo scopo di rafforzare la comunità del quartiere.
RISULTATI ATTESI
I risultati ottenuti vanno letti in termini di sviluppo di capitale sociale, di soddisfazione e di crescita personale. Ogni soggetto coinvolto ha avuto modo di arricchirsi interiormente e il quartiere nel suo complesso ne ha tratto beneficio, infatti il progetto ha consentito di sviluppare un maggior senso di comunità, di integrare alcuni soggetti isolati, di discutere e di affrontare insieme alcuni dei problemi vissuti dal quartiere.
È stata realizzata una valutazione delle diverse attività di supporto realizzate intervistando i giovani, i volontari, gli insegnanti e le famiglie.
Entrando nei dettagli, dalla valutazione è emerso che gli studenti universitari volontari hanno avuto modo di conoscere altri studenti e condividere un’esperienza di crescita individuale e di gruppo. Inoltre, hanno valutato l’esperienza come una modalità interessante per imparare un lavoro e hanno ritenuto importantissime la formazione e la supervisione gestite da professionisti.
I bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie hanno avuto un aiuto per la risoluzione di difficoltà concrete (es. fare i compiti), hanno imparato a rapportarsi con un adulto diverso da genitori e insegnanti e sono stati facilitati nell’inserimento sociale. Questo ha portato ad un miglioramento del rendimento scolastico e all’aumento di motivazione allo studio, fiducia in sé stessi e buoni rapporti con i compagni di classe.
Le famiglie hanno ricevuto un aiuto concreto nello svolgere la difficile funzione di genitore e hanno beneficiato di spazi di confronto con gli animatori e i volontari. Hanno apprezzato molto l’organizzazione di momenti di aggregazione poco strutturati, che hanno consentito loro di conoscersi, scambiarsi esperienze e sviluppare amicizie.
Le associazioni e gli enti del territorio, infine, hanno ricevuto un aiuto tangibile e di qualità nello svolgimento delle attività, hanno beneficiato di stimoli esterni positivi e de-istituzionalizzato alcuni interventi. Un altro risultato molto importante è che sono riusciti ad individuare e valorizzare nuove risorse e si sono allenati a lavorare insieme, facendo rete, scambiando risorse e informazioni, sviluppando sinergie.
CONTESTO
Il progetto prende avvio con l’attivazione da parte del Comune di Padova di un Tavolo di Coordinamento fra diversi soggetti (associazioni , cooperative, comitati di cittadini, scuole, centro servizi territoriali, consultorio famigliare) che operano nel rione Stanga e si occupano di famiglie con minori.
Questo gruppo di coordinamento si incontra per la prima volta nel settembre del 2003 ed individua alcune esigenze prioritarie per il rione: sostenere le attività delle associazioni e degli enti pubblici, potenziare le attività extrascolastiche per i minori delle scuole elementari e medie, promuovere iniziative interculturali.
I principali destinatari dell’intervento sono i bambini delle scuole elementari e medie che frequentano le due scuole del quartiere. Si tratta sia di ragazzi extracomunitari che autoctoni che hanno bisogno di essere sostenuti e aiutati partendo dall’apprendimento scolastico fino ad arrivare agli aspetti educativi, di socializzazione e di lotta all’esclusione sociale.
Inoltre, il progetto cerca di aiutare le famiglie immigrate per permettere loro di aderire alle iniziative di integrazione promosse nel quartiere (es. corsi di lingua) e gli anziani del quartiere che spesso soffrono di isolamento e abbandono sociale.
Si decide di attivare una risorsa presente nel territorio di riferimento, ovvero gli studenti universitari che soggiornano nelle due case dello studente del quartiere. Una volta contattati gli studenti e presentato il progetto, si attivano tre interventi di formazione iniziale per gli studenti che aderiscono alla proposta (aprile 2004, ottobre 2004, febbraio 2005). Viene richiesto un impegno di tre ore settimanali e la partecipazione ai momenti di supervisione. Ad ogni volontario viene riconosciuto un contributo di 50 euro al mese.
La risposta degli studenti è notevole, nel mese di giugno del 2005 si contano 46 volontari attivi, di cui 6 stranieri.
Da ottobre 2004 a giugno 2005 vengono realizzate complessivamente 4.700 ore di volontariato e vengono sostenuti 128 nuclei famigliari del quartiere.
Tutte le attività svolte dai volontari sono state decise e concordate dal Gruppo di Coordinamento del Progetto Conoscersi ed erano finalizzate a sostenere esigenze specifiche individuate da chi lavora e vive sul territorio. Vengono svolte attività eterogenee, tra cui accudimento dei bambini, lezioni di italiano, compagnia e piccole commissioni per gli anziani segnalati, animazione e aiuto nello svolgimento dei compiti.
Il progetto ha contato sul lavoro di due animatori di comunità, entrambi psicologi con una formazione specifica sul lavoro di comunità. Questi professionisti hanno svolto attività di formazione dei volontari, supervisione periodica di gruppo, sostegno individuale ai volontari e il coordinamento tra le diverse strutture, in modo da gestire gli aspetti organizzativi.
L’Ente pubblico ha accompagnato e sostenuto lo sviluppo del progetto, ma ha scelto di riconoscere la comunità locale quale soggetto competente in grado di produrre progettualità. Il Comune quindi è passato da soggetto erogatore di servizi e prestazioni ad ente che gestisce la propria titolarità attraverso la regia di progettualità globali, in cui i diversi referenti del territorio trovano voce e spazio di proposta e di azione responsabile.
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