Dopo le numerose e spesso contrastanti previsioni sui comportamenti degli italiani in vacanza, il mercato turistico alla verifica dei numeri vede emergere con forza alcune tendenze in atto, che gli operatori del settore non possono ignorare.
All’inizio della stagione turistica 2009, la crisi generalizzata aveva lasciato pochi margini di dubbio sulla difficoltà del settore. Pur in questo clima di incertezza, Trademark Italia nella sua tradizionale indagine “2009 Dove vanno in vacanza gli italiani” aveva individuato dei segnali giudicati positivi:
- la crescita delle prenotazioni on line;
- la stabilità o addirittura la leggera crescita dei viaggi domestici, preferibilmente verso il mare;
- il rafforzamento dei voli low cost;
- la scelta di destinazioni vicine ai grandi bacini turistici, considerate “sicure per sé e per la famiglia”, ma anche “accoglienti” e “divertenti”.
Nuovi modi di fare vacanza
Tutte concordi, invece, le previsioni sulla contrazione del periodo di vacanza e sulla flessione della spesa complessiva: gli italiani non hanno rinunciato ad andare in vacanza, ma hanno cercato di risparmiare. Queste le tendenze emerse nell’estate 2009:
- sono cresciute le vacanze brevi, che per la prima volta hanno superato quelle medie e lunghe;
- sono aumentati pendolarismo e vacanze fuori porta, che consentono di spendere meno;
- più italiani sono rimasti in città e hanno preferito pianificare le vacanze in altri periodi dell’anno, anche economicamente più convenienti;
- in agosto gli italiani hanno scelto il mare, con Puglia ed Emilia Romagna in testa;
- per le vacanze all’estero gli italiani hanno scelto New York e le capitali europee.
Chi perde terreno
Tra le principali “vittime” della crisi, Trademark Italia ha indicato i viaggi a lungo raggio, oggetto di un sensibile calo; il turismo d’affari, i meeting e i congressi, con perdita di significative quote di mercato; il turismo nelle città d’arte, temporaneamente sostituito dall’escursionismo; il turismo enogastronomico e i viaggi di “esperienza italiana”. Un dato allarmante, dato che questi ultimi elementi del prodotto sono centrali nell’offerta turistica italiana. E mentre i nostri competitors europei adottano decise misure anticrisi come la riduzione dell’Iva sui servizi turistici, in Italia alla mancanza di interventi da parte del governo si aggiungono uno scarso rapporto qualità/prezzo, infrastrutture poco efficienti e soprattutto l’incapacità di muoversi insieme.
Ripensare l’offerta per avere successo in tempi di crisi
Il rischio è che, nonostante una stagione “in saldo”, il bilancio sia pesante: anche l’incoming dall’estero verso l’Italia è in calo a causa della congiuntura economica mondiale e solo il mercato interno ha, apparentemente, retto. Bisogna quindi intervenire tempestivamente: sarà fondamentale da un lato ascoltare e studiare a fondo il mercato per capire il profilo dei nuovi turisti e dei diversi turismi, dall’altro adeguare alle richieste del mercato la nostra offerta e i nostri prodotti; ma anche ripensare con creatività le modalità di comunicazione, promozione e vendita. Solo chi riuscirà ad adottare una visione strategica, a sviluppare soluzioni innovative e prodotti diversificati, a dotarsi di una struttura organizzativa efficiente e ad agire con creatività in questi momenti di stagnazione, potrà affrontare la crisi e conquistare un vantaggio competitivo per il futuro.
MB
Nessun commento »
Non c’è ancora nessun commento.
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL
Lascia un commento
Occorre aver fatto il login per inviare un commento