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Sei sicuro che le persone si ricordino ciò che dici?

Le persone non si ricordano di cosa hai detto o fatto, ma di come le hai fatte sentire. L’importanza di uno sguardo o di una parola dolce per toccare il cuore di una persona.

Il benessere emozionale riporta in equilibrio la tua vita  

Quante volte, a conclusione di una serata ti è capitato di dire “stasera sono stato bene, c’era proprio una bella atmosfera”. E’ possibile che ciò avvenga anche durante una semplice serata tra amici al ristorante e le sensazioni dopo la serata sono di profonda serenità e relax. Cosa è successo? Cosa ti ha permesso di provare quello stato d’animo? 

Sicuramente durante quella serata si è creata la “chimica” giusta, ovvero i neurotrasmettitori del tuo cervello sono stati stimolati nel modo migliore per creare un giusto equilibrio. 

Moltissime persone sono fortemente influenzate  da ciò che succede intorno a loro nella determinazione di uno stato d’animo. Pur sapendo che il modo in cui stiamo dipende sostanzialmente da noi stessi, è per molti difficile distaccare lo stato d’animo da ciò che i condizionamenti esterni provocano.

La vacanza, un Paradiso o un Inferno?  

La vacanza è uno dei momenti più sensibili a questa situazione. In vacanza basta molto poco per trasformare il tutto in un Inferno o in un Paradiso. Una parola detta al momento sbagliato o con un tono sbagliato, un atteggiamento inavvertitamente aggressivo, un’azione non fatta al momento giusto e ciò si ripercuote sul viaggio nel suo complesso. 

Hai presente chi ti accoglie senza alzare gli occhi dal pc? O chi risponde “non so” ad ogni domanda che fai? O ancora una guida che ti accompagna in escursione guardando l’orologio in attesa che il tutto finisca? Sono tutte situazioni che ho sperimentato sulla mia pelle e che, da professionista del turismo, ho analizzato a fondo. 

Quando sei in vacanza tutte le emozioni si amplificano, quelle positive e quelle negative. Gli studi sul marketing dei servizi affermano che le esperienze positive vengono raccontate a 3 persone, quelle negative a 33. Diventano un “Inferno” da raccontare e i social oggi amplificano ancora di più questo comportamento (a breve un prossimo articolo).

Più dai più hai  

So che, soprattutto in stagione, i ritmi di lavoro sono stressanti, incontri tante persone e non tutte simpatiche, so che fai fatica a risposare e quindi lo stress si alza. Eppure per te che lavori nel turismo “accogliere” è uno degli elementi fondanti del servizio. Non si tratta soltanto di fornire informazioni e prevedere cartelli e specifiche segnaletiche. Accogliere significa far sentire le persone uniche e speciali, donare il proprio tempo per rendere il soggiorno, l’esperienza, i momenti trascorsi dalle persone memorabili. 

Se è vero che le persone ricordano come le hai fatte sentire, la vera accoglienza nasce dentro di te, da ciò che ti muove a fare questo mestiere. Donare il tuo meglio alle persone che incontri nel tuo lavoro aumenta il tuo “conto corrente emozionale” e ti permette di ottenere molto in cambio. 

Il tuo guadagno sarà economico (le persone più che soddisfatte sono propense a premiare con la fedeltà) e reputazione (attivazione del passaparola positivo). 

Come fare per “andare oltre” la formale accoglienza? 3 segreti per te.

Sono 3 i segreti che ti voglio regalare per iniziare il tuo percorso verso l’accoglienza autentica: 

  1. Agisci con uno stato d’animo funzionale > per dedicarti agli altri devi stare bene con te stesso. Come puoi farlo? Inizia la tua giornata con la respirazione consapevole per abbassare lo stato d’ansia e per aprirti alla giornata nella maniera migliore: tre minuti di respirazione diaframmata profonda:
  • Inspira (conta 4 tempi) con il diaframma (come se un palloncino ti si gonfiasse nella pancia)
  • trattieni (conta 4 tempi) senza respirare
  • Espira con la bocca (conta 4 tempi) fino a far uscire tutta l’aria
  • Pausa (4 tempi)

2. Ascolta in profondità > guarda il tuo interlocutore con interesse, ascolta la sua comunicazione verbale, non verbale e paraverbale così da comprendere fino in fondo quale sia il suo stato d’animo e poi quale sia la sua richiesta.

3. Pensa a come ti sentirai quando avrai soddisfatto il tuo cliente > prima di agire ti chiedo di immaginare il momento in cui avrai risolto il problema o soddisfatto la richiesta che ti è stata fatta. Come ti senti? come ti vedi? Cosa percepisci? 

Questi 3 segreti possono essere imparati e allenati.

Autore: Mariapaola La Caria

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