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Turismo e innovazione sociale

Lo spazio tra turismo e innovazione è sempre stato colmo di idee e – per fortuna – anche di di azioni. Più recentemente anche quello tra turismo ed innovazione sociale, sia considerando il termine sociale in senso ampio (basti guardare gli operatori mondiali nella sharing e nella green economy, dove ci sono casi eclatanti che hanno letteralmente rivoluzionato il mercato), sia in modo forse limitato ma profondo, legandosi alla dimensione del senso, del perché si sviluppano alcune attività economiche, prima del – e anzi orientandolo – percome.

Innovazione sociale  

Parliamo di innovazione sociale quando si introduce una visione, un’idea, un’applicazione nuova e discontinua nella soluzione di una determinata istanza della società. E’ noto quanto l’economia del turismo sia strettamente intrecciata con molteplici aspetti della struttura sociale: nella fruizione del tempo libero, nella sostenibilità economica, ambientale e culturale, nell’occupazione, nella conservazione o meno dell’identità, nella contaminazione culturale.

Ma perché lo sviluppo turistico può giocare un ruolo sempre più importante nelle dinamiche sociali intese in senso stretto?

Grandi parti del territorio italiano sono oggi in situazioni difficili. Economie deboli e conseguente spopolamento, calo dei servizi, impoverimento delle relazioni comunitarie (ne parleremo in un articolo dedicato) caratterizzano ampi spazi del Paese, in particolari ambiti rurali e dell’entroterra.

Ma anche nei contesti urbani, in città non mancano dinamiche preoccupanti: marginalità, disoccupazione, fragilità culturali, scarsa integrazione, …(si è sviluppato anche il concetto di segmento esposto della popolazione oltre a quelli debole, marginale o a rischio).

Nella capacità delle comunità di reagire e creare dinamiche generative, grazie a specifici elementi innovatori (anche singole persone!) o a programmi diffusi di creazione di valore, risiede spesso una grande aspettativa.

Turismo come leva  

Il turismo viene spesso visto quindi come una delle grandi occasioni di rilancio: in quale area del paese non vi è abbondanza di risorse culturali, ambientali, paesaggistiche? (Non è così semplice ovviamente, ne parleremo senz’altro ancora).

Turismo come leva per smuovere le risorse e orientarle verso una economia che di per sé è trasversale e collegata alle altre. In Starting4 parliamo spesso in questo senso di turismo come medium del valore.

Va detto poi come il turismo se non è di comunità (con e per la comunità stessa) non è in realtà sostenibile. Aggiungiamo poi come nel parossistico centralismo delle esperienze (anche di questo ne parleremo in modo dedicato) il rapporto con la comunità locale è fondamentale.

Ecco il legame comune quindi: le relazioni comunitarie. Sono elemento fondamentale per la definizione e la sopravvivenza della società stessa, sono la rete che assicura continuità identitaria e culturale, sono motivo e strumento di supporto e coesione.

Sono relazioni anche di importanza crescente per il turismo, che vede nelle comunità una componente sia fondativa (per essere realmente sostenibile) sia attrattiva (per essere autentica e portatrice di sfumature e componenti esperienziali nuove e più profonde).

Dall’altro lato le comunità stesse vedono sovente nel turismo una grande opportunità per il rilancio delle propria economia e per ridisegnare un futuro possibile del proprio territorio (rimandiamo ad altra riflessione i casi di impatti negativi, dovuti alla pressione antropica o in generale di overtourism, come si dice oggi).

Turismo e innovazione sociale

Il punto interessante qui è come fare in modo che sia anche una opportunità di
innovazione sociale.
 E’ possibile prefigurare percorsi di valorizzazione territoriale che possano contribuire alla soluzione di aspetti locali delicati? Come ad esempio la disoccupazione giovanile? La perdita dell’identità locale? La disponibilità di forza lavoro diversamente abile? L’integrazione di segmenti a bassa formazione? Il rilancio di aree impattate negativamente o marginali?

Certamente può essere una strada da percorrere. Si può immaginare e disegnare la traiettoria di sviluppo di un territorio partendo proprio dall’identità comunitaria e territoriale e considerando le varie istanze che si presentano anche come opportunità distintive e di crescita.

Vi sono vari casi concreti di innovazione sociale sviluppata entro esperienze di economia turistica, culturale e d ambientale (in borghi e città, nell’agricoltura biologica, nell’accoglienza o nella ristorazione).

Sono casi così interessanti che ne faremo al più presto un post dedicato (intanto per alcuni esempi concreti si rimanda -tra gli altri- ad esempio all’Indagine sui Piccoli Comuni di Symbola – 2019).

La rete relazionale, interna ed esterna, di un territorio è quindi il fulcro di un sistema che vede nel Turismo e nella Comunità una grande opportunità reciproca. Notiamo che la coesione diviene quindi elemento di forza e un fattore competitivo.

Lo sviluppo turistico può divenire valorizzatore dell’identità e acceleratore di nuovi modi per creare valore, portando o stimolando innovazione!

Come funziona questo meccanismo?  

Anzitutto funziona se genera non solo effetti di breve ma anche impatti positivi di medio periodo. Tutto questo ha senso infatti se genera un esito duraturo, se ha un impatto reale.
Questo è un aspetto critico che presuppone una capacità di misura e di un design ex
ante
non banale.

Il percorso di sviluppo come cambierà la vita locale? Quali comportamenti virtuosi innescherà? Quali porzioni della società ne avranno un vantaggio? E di che tipo? Come lo misureremo? E quali sono i rischi?

Attraverso un modello di lavoro partecipato, dinamico e creativo e sempre finalizzato ai risultati è possibile costruire un percorso di sviluppo che consideri non solo ogni elemento legato alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica ma che anzi le sviluppi positivamente in un ottica di valore complessivo.

Sempre più funzioni di accoglienza, supporto, servizi, costruzione del prodotto possono trarre valore aggiunto da competenze e saperi considerati marginali o addirittura inutili, facendole entrare in un processo di inclusione e di messa a valore in una filiera turistica allargata, considerando ad esempio nella progettazione:

  • attività
  • target 
  • modalità 

Inusuali, inaspettati, nuovi.

Passiamo all’azione!  

Considerare elementi di innovazione sociale nell’immaginare e nel costruire il futuro dei nostri territori si può e si deve.

Starting4, con oltre 20 anni di esperienza – dal destination management ai modelli di gestione integrata delle reti di impresa – ha sviluppato un approccio di Tourism Impact Marketing dove il focus sta proprio nel mettere al centro il valore della relazione tra persone e territori, puntando sempre al risultato.

Il turismo è un medium per progettare,  creare e rilasciare valore condiviso, dove oltre a co-progettazione e al coinvolgimento della comunità e alla sostenibilità, si punta all’accrescimento delle persone, dei singoli e dei gruppi.

Progettare traiettorie di sviluppo che considerino ogni possibile vantaggio sociale allora diviene naturale: in un’ottica relazionale la forza che lega persone, comunità e territori è un valore aggiunto e distintivo, che può essere motore, attrattore e fattore competitivo ad un tempo. Questa è la magia.

Se vuoi conoscere meglio il nostro modello di lavoro che va oltre il noto percorso turista->viaggiatore->cittadino temporaneo->rapporto con la comunità locale e punta dritto alle relazioni come scintilla generativa del valore e dei risultati, contattaci subito!

Porta la tua Comunità a immaginare e creare il proprio il futuro nel turismo! 

Autore: Marco L. Girolami

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