Mascherina: le 10 regole per comunicare al meglio.

Mascherina: le 10 regole per comunicare al meglio.

Mascherina: le 10 regole per comunicare al meglio.

Come cambia la comunicazione tra le persone con le disposizioni antiCOVID. Come mantenere una comunicazione fluida e comprensibile? 10 regole per chi lavora a contatto con il pubblico e comunica indossando la mascherina.

 

Il cambiamento avvenuto

Sono oramai 10 mesi che nel nostro Paese e nel mondo abbiamo dovuto modificare in maniera importante le modalità di comunicazione.
 
La pandemia ha portato le persone a distanziarsi fisicamente, non è più possibile toccarsi, darsi la mano, abbracciarsi.
La relazione tra le persone ha subito oltre che un cambiamento fisico, anche un cambiamento emotivo.
La paura del contagio infatti, in alcuni casi ci ha portato anche ad essere più diffidenti, meno aperti e disponibili alla comunicazione. Sembra quasi che parlare con qualcuno sia sinonimo di non rispetto.

Aldilà delle esagerazioni, che in una situazione così particolare fanno parte del tutto, è comunque chiaramente visibile che abbiamo la necessità di ridefinire le modalità di comunicazione e, soprattutto trovare nuovi significati condivisi a gesti e azioni che fino a pochi mesi fa erano dati per scontati.

Ci siamo invece abituati facilmente (caratteristica esistenziale dell’essere umano) a nuove routine che sono entrate nella nostra quotidianità (ad esempio, metterti il gel nelle mani dopo aver aperto una porta o preso un particolare documento).

La comunicazione verbale e la mascherina

I canali della comunicazione sono tre: verbale, paraverbale e non verbale e sono intimamente connessi ogni qualvolta creiamo un atto comunicativo.
In epoca pre-COVID utilizzavamo le parole come base alle quali aggiungevamo il tono della voce, il ritmo e i gesti a chiudere il cerchio.

Sapevamo già che in caso di distonia tra le tre modalità sicuramente il paraverbale e il non verbale hanno la meglio.
Oggi, con l’obbligatorietà della mascherina i significati sono cambiati.
Nascondendo una parte del volto si annulla la possibilità di ricorrere a espressioni che danno senso all’incontro con l’altro: un sorriso o una sua assenza, ad esempio, costituiscono un segnale opposto di apertura/chiusura rispetto all’altro.
Ma ancora a monte c’è un altro elemento da tener presente: anche la mascherina non ha un significato univoco per ognuno di noi.

Perchè indossiamo la mascherina? Per difesa, per rispetto? Per legittimazione sociale? E’ sempre irresponsabile non utilizzarla? Quanto incide la paura nelle nostre valutazioni?

Queste considerazioni ci portano a non minimizzare il senso di spaesamento che è possibile provare nel non poter utilizzare gli strumenti consueti di lettura della realtà.
Il miglioramento dello stato d’animo passa attraverso la facilitazione della comprensione con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Le 10 regole per migliorare la comunicazione con la mascherina

Chi si occupa di accoglienza e sta a contatto con il pubblico per molte ore al giorno, ha le prioritaria necessità di farsi comprendere in maniera eccellente per erogare al meglio il proprio servizio.
Penso in questo momento agli operatori della ricettività, della ristorazione, alle guide e a tutti coloro che lavorano nella filiera del turismo. (anche se ora la filiera è completamente ferma, quando ripartirà si troverà esattamente in queste condizioni).

Per fornire una prima soluzione concreta alla difficoltà di comunicazione, ho pensato a stilare un breve decalogo di quelle che possono essere 10 semplici regole per farsi comprendere meglio dai propri clienti e dai propri collaboratori.

10 regole semplici ed efficaci

1. Scandisci bene le parole, articola le lettere aprendo bene la bocca.

2. Fai una brevissima pausa tra una parola e l’altra, in modo da semplificare la scansione delle parole e facilitare la comprensione da parte di chi ci ascolta.

3. Alza leggermente il volume della voce che, con la mascherina deve superare una barriera in più e, in molti casi, deve coprire una distanza maggiore, (almeno un metro gli uni dagli altri).

4. Mantieni il volume costante dall’inizio alla fine della singola parola; abbassare il volume porta le persone a fare troppa fatica a seguirti.

5. Usa parole semplici, di comprensione immediata, non perderti nell’utilizzo di frasi troppo lunghe. Anche in questo caso porti le persone a fare molta fatica nella concentrazione.

6. Parla più lentamente di quanto faresti solitamente, altrimenti è possibile che troppe parole vengano perse nello scambio comunicativo che tu debba ripetere l’intera frase.

7. Impara ad usare meno parole per esprimere un concetto. Fai in modo che siano efficaci. Abbandona le ridondanze.

8. Amplia la tua comunicazione con i messaggi non verbali: usa i tuoi occhi, le sopracciglia e la fronte per trasmettere i contenuti, in questo modo faciliti la comprensione delle tue emozioni da parte dell’ascoltatore.

9. Usa le mani, con gesti chiari e abbastanza lenti, la gestualità aiuta molto l’efficacia comunicativa.

10. Ricorda di ringraziare chi ti sta ascoltando e di salutarlo attraverso il gesto del Namaste o con la parola o ancora con il tocco del gomito. 

L’umanità non si perde con la mascherina.

Per concludere

La comunicazione non verbale diventa fondamentale per essere certi di farsi comprendere. Gli occhi possono parlare molto più delle parole e trasmettere le nostre emozioni (in positivo e in negativo).  

Attraverso gli occhi possiamo anche far capire se stiamo sorridendo (basta enfatizzare molto il gesto del sorriso con la bocca).

La gestualità aiuta molto la spiegazione dei concetti, soprattutto se facciamo riferimento a concetti temporali.

Con i nostri clienti e con i nostri collaboratori possiamo ritrovare una nuova dimensione collettiva, fatta di attenzione all’altro, ascolto e osservazione dei segnali corporei che vanno oltre  le parole.

Foto di August de Richelieu da Pexels

Foto di Jopwell da Pexels

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