L’approccio sistemico nel concreto! (prima parte)

L’approccio sistemico nel concreto! (prima parte)

L'approccio sistemico nel concreto! (prima parte)

Cosa significa avere un approccio sistemico? Perché è fondamentale, in particolare nello sviluppo territoriale e turistico? Perché tutti ne parlano e pochi lo applicano?

Ma cosa è poi l’approccio sistemico?

Anzitutto cosa significa “approccio sistemico”?  Avvicinarsi a un fenomeno considerando l’insieme delle parti che lo compongono, i soggetti e le loro interazioni. Va da sé che vanno poi considerate anche altri elementi come ambiente, contesto, forze sociali, economiche, tecnologiche e così via.

Società e turismo sono cambiati in questi anni. Non possiamo più considerare solo PPAA, imprese, comunità locale e visitatori (pur con le loro varietà e specificità). Dobbiamo considerare anche Associazioni e il terzo settore, le reti, nuovi modelli di rappresentanza, collaborazioni pubblico\privato, piattaforme digitali, super corporate (soggetti – spesso digitali – così influenti da avere un impatto globale e pervasivo) e così via. 

Ragionare per sistemi è quindi divenuto ancora più complesso. Vi sono nuove tipologie di soggetti, con logiche nuove e ibride. Alcuni semplici esempi giusto per capirsi:

  • attenzione crescente per i beni comuni 
  • società tripolare (pubblico, privato, terzo settore)
  • dimensione digitale intrinseca 

Intanto la domanda è pure mutata, ad esempio attraverso: 

  • la ricerca di esperienze sempre più personalizzate, accrescitive e sostenibili
  • l’impatto dei social sui modelli cognitivi e relazionali
  • lo sviluppo di nuovi customer journey basati su un aggiornato set di bisogni

Per considerare a livello territoriale queste trasformazioni servono allora:

  • consapevolezza di questa nuova complessità
  • strumenti interpretativi e relazionali adeguati  
  • competenze aggiuntive sufficienti per interagire nel mondo contemporaneo.

Perché l’approccio sistemico è fondamentale nel turismo?

Operare insieme e in modo coerente con gli altri operatori (anche non direttamente turistici) è fondamentale nel mercato di oggi. Un prerequisito. Ecco alcune motivazioni. 

La domanda chiede servizi diversi e integrati, anche se non pacchettizzati ne chiede comunque la disponibilità. L’integrazione potenziale presuppone allora un coordinamento tra vari componenti e parti diverse.

Il viaggiatore cerca qualità e standard. Serve allora un soggetto capace di dare indirizzi e orientare l’intero territorio a determinate pratiche e modalità di accoglienza.

Un trend di domanda consolidata è basato sulle esperienze. Serve la capacità di progettare, disegnare e costruire esperienze composite, fluide, funzionali. Un contesto sistemico facilita tale processo.

La domanda è sempre più attenta alla sostenibilità dell’offerta, sociale ed ambientale, pur con alcune contraddizioni clamorose (come nell’estate Covid). Ad  oggi comunque le pratiche di sostenibilità reale sono rare. Spesso ci si impegna al minor impatto negativo possibile.

Ma perché è cosi difficile operare in sistema con gli altri?

Ma alla base di tutto non ci cono i soggetti istituzionali, le piattaforme, i territori o le singole persone. ci sono le loro relazioni. La capacità di creare relazioni generative diventa una componente chiave per il successo duraturo di organizzazioni e territori.  

Ecco allora alcuni frequenti criticità, secondo la mia esperienza sul campo. 

A livello di territori e destinazioni

  • mancanza visione comune (di oggi e del futuro)
  • poca chiarezza su obiettivi generali (come società, comunità, area) e propri (come imprenditori e cittadini)
  • ipocrisia nella condivisione degli obiettivi (dietrologie, asimmetrie informative)
  • scarsa propensione o capacità ad essere in un tavolo di lavoro comune.

A livello di organizzazioni:

 

  • obiettivi non chiari, non “ben formati”, non condivisi o comunicati
  • azioni non coerenti con gli obiettivi, schizofrenia tra missione e agenda  
  • manipolazione delle informazioni, dei dati, dei fatti 
  • pianificazione non condivisa, non chiara, contraddittoria, non consistente 
  • scarsa cura per le persone e per una cultura condivisa. 

Tutto si basa infatti sulle persone. Anche per questo ambito ecco alcuni elementi che fanno naufragare approcci sistemici e collaborativi (dipende poi da contesti, ruoli, responsabilità e così via). Da un lato:

  • uso personale di un ruolo, primazia del ruolo rispetto alla missione
  • mancanza di fiducia nelle altre persone 
  • scarsa predisposizione alla relazione autentica.

Dall’altro lato allora si genera:

  • confusione e disallineamento 
  • sfiducia e paura
  • mancanza di entusiasmo.

Si distruggono così risorse ed energie positive. Il problema dell’approccio sistemico è allora molto profondo

 

La relazione è il fondamento

La capacità relazionale delle persone è dunque il fondamento dell’approccio sistemico. Il saper creare e curare relazioni generative con altre persone e con le organizzazioni e gli interessi di cui sono portatori (tralasciamo qui la relazione con sé stessi, la vita, l’universo e tutto quanto).

Tra gli elementi base di ogni relazione ci sono due fondamentali capacità:

  • di ascolto, genuino, senza pregiudizio, dedicato
  • di dare feedback sereni, non manipolativi, senza secondi fini.

Ecco perché è difficile vedere imprese, organizzazioni o territori dove si lavora costantemente bene insieme: servono diversi livelli di chiarezza, accoglienza, progettualità, reciprocità. Soft skill profonde e molto “personali“.

Più facile imparare un po’ di marketing che lavorare nella pratica territoriale con gli altri. Ricordiamo intanto che territori non sistemici:

– faticano a creare prodotti integrati

– non fanno qualità (approfondiamo qui il tema qualità)

– non innescano esperienza ad alto valore aggiunto.

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L’approccio sistemico nella pratica

Come si scaricano a terra queste capacità personali? In che ambiti organizzativi e progettuali possono contribuire alla creazione di valore? Con che modalità?

Alcuni spazi di azione – sia approcci sia strumenti operativi – sono:

  • i percorsi di progettazione partecipata
  • le reti miste pubblico-private e le reti di impresa
  • i processi stabili di destination management.

Nel prossimo post andremo più in profondità sugli aspetti operativi dell’essere sistemici in questi ambiti, in particolare nel destination management
Intanto ecco alcuni altri approfondimenti utili al tema:

Sono post che mostrano quanto persone, organizzazione e territori abbiamo destini strettamente correlati tra loro. Come condividiamo idee e progettualità, come guidiamo un gruppo, come facciamo incontrare ed interagire i vari soggetti determinano l’esito del lavoro.  

Pensa – solo come esempio – a quante cose grandiose potremmo fare se non ci preoccupassimo di chi si prende il merito!

(Continua).

 

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